Competenza in IA secondo l’articolo 4 dell’EU AI Act: obbligo, prova, formazione

La competenza in IA è obbligatoria dal 2 febbraio 2025: l’articolo 4 dell’EU AI Act (regolamento (UE) 2024/1689) impone ai fornitori e ai deployer di sistemi di IA di mettere il proprio personale in condizione di utilizzare l’intelligenza artificiale. Non è espressamente richiesto alcun certificato. L’applicazione nazionale inizia il 2 agosto 2026.
Aggiornato: 4 luglio 2026. Questo articolo costituisce un’informazione generale e non una consulenza legale.
Che cos’è la competenza in IA ai sensi dell’articolo 4?
La competenza in IA è un requisito definito dalla legge, non un termine di marketing. L’articolo 3, punto 56, del regolamento (UE) 2024/1689 la definisce letteralmente come:
« le competenze, le conoscenze e la comprensione che consentono … di utilizzare con cognizione di causa i sistemi di IA, nonché di acquisire consapevolezza delle opportunità e dei rischi dell’IA e dei possibili danni … ».
L’articolo 4 impone ai fornitori e ai deployer di garantire, «nella misura del possibile», un livello sufficiente di competenza in IA del proprio personale. Il parametro dipende dal contesto: si basa sulle conoscenze tecniche, sull’esperienza e sul contesto d’uso delle persone interessate. Uno studio fiscale che usa ChatGPT per redigere testi ha quindi bisogno di minore profondità rispetto a un’azienda che gestisce un proprio sistema di IA ad alto rischio. L’obbligo si applica dal 2 febbraio 2025 (articolo 113, lettera a), del regolamento).
Un certificato di IA è obbligatorio?
No. La legge non impone alcun certificato. La Commissione europea lo chiarisce in modo inequivocabile nelle sue domande e risposte ufficiali sulla competenza in IA:
« There is no need for a certificate. Organisations can keep an internal record of trainings and/or other guiding initiatives. » (Commissione europea, AI Literacy Questions & Answers)
In parole semplici: è sufficiente una documentazione interna dei corsi di formazione. Chi vi vende un certificato come obbligo di legge argomenta in modo scorretto. Una prova strutturata resta comunque utile – non perché la legge la imponga, ma perché fornisce esattamente la documentazione interna raccomandata dalla Commissione: verificabile, datata e senza oneri aggiuntivi. È proprio a questo che serve un certificato pratico di competenze in IA.
Quali sanzioni si rischiano davvero?
I 35 milioni di euro spesso citati non si applicano alla mancanza di competenza in IA. L’articolo 99 dell’EU AI Act gradua chiaramente le sanzioni:
- 35 milioni di euro o il 7% del fatturato annuo mondiale – esclusivamente per le pratiche vietate di cui all’articolo 5.
- 15 milioni di euro o il 3% – per la violazione di determinati altri obblighi (tra cui gli art. 16, 22, 23, 24, 26, 31, 33, 34 e 50).
- Per l’articolo 4 non esiste una categoria di sanzione propria. Le sanzioni per la violazione dell’obbligo di competenza in IA sono stabilite a livello nazionale dagli Stati membri (articolo 99, paragrafo 1).
Per le piccole e medie imprese si applica di volta in volta l’importo inferiore tra i due (articolo 99, paragrafo 6). Il diffuso «panico dei 35 milioni» per una formazione del personale mancante è quindi oggettivamente errato – è la sobria situazione giuridica a essere seria.
Che cosa cambia il 2 agosto 2026?
Il 2 agosto 2026 inizia la vigilanza nazionale del mercato. La Commissione europea afferma che le autorità «will start supervising and enforcing the rules as of 2 August 2026». Da tale data l’articolo 4 è oggetto di vigilanza attiva: l’obbligo di competenza si applica sì da febbraio 2025, ma solo ora è dotato di un’autorità che ne assicura il rispetto. Il calendario in sintesi:
| Data | Che cosa si applica o accade |
|---|---|
| 2 feb. 2025 | L’articolo 4 (competenza in IA) si applica – a fornitori e deployer (art. 113, lettera a) |
| 2 ago. 2025 | Si applicano le norme sui modelli di IA per finalità generali e il quadro sanzionatorio (art. 113) |
| 2 ago. 2026 | Inizia la vigilanza nazionale del mercato, con controllo e applicazione |
| previsto: 2 dic. 2026 | Marcatura dei contenuti generati dall’IA (rinviata dal Digital Omnibus, non ancora in vigore) |
| previsto: 2 dic. 2027 | Obblighi ad alto rischio per i sistemi autonomi, allegato III (rinviati, non ancora in vigore) |
| previsto: 2 ago. 2028 | Obblighi ad alto rischio per i sistemi integrati nei prodotti (rinviati, non ancora in vigore) |
Le scadenze indicate per dicembre 2026 e successive dipendono dal Digital Omnibus, che il 4 luglio 2026 non è ancora in vigore (vedi la sezione successiva).
Che cosa cambia il Digital Omnibus?
Il Digital Omnibus è un regolamento di modifica già adottato che attenua l’AI Act in più punti. Il Parlamento europeo lo ha approvato il 16 giugno 2026 e il Consiglio il 29 giugno 2026. Attende tuttavia ancora la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e non è in vigore il 4 luglio 2026.
È stato adottato, tra l’altro: il rinvio degli obblighi ad alto rischio al 2 dicembre 2027 (sistemi autonomi di cui all’allegato III) e al 2 agosto 2028 (sistemi integrati nei prodotti); il rinvio della marcatura dei contenuti generati dall’IA al 2 dicembre 2026. Anche l’articolo 4 dovrebbe essere attenuato. Aspetto decisivo: alla data di luglio 2026 l’articolo 4 si applica invariato; una modifica adottata ma non ancora entrata in vigore dovrebbe attenuare l’obbligo. Il testo definitivo non è ancora disponibile su EUR-Lex.
In Germania, il Bundestag (il parlamento federale tedesco) ha approvato la legge di attuazione sull’IA (KI-Durchführungsgesetz) l’11 giugno 2026; la decisione del Bundesrat (la camera alta tedesca, che rappresenta i Länder) è attesa per il 10 luglio 2026 (aggiornato: luglio 2026). È prevista l’Agenzia federale delle reti (Bundesnetzagentur), l’autorità di regolamentazione federale tedesca, come autorità centrale di vigilanza del mercato (la BaFin, l’autorità federale tedesca di vigilanza finanziaria, per il settore finanziario), insieme a un servizio di coordinamento e competenza (KoKIVO).
Come documentano le aziende la competenza in IA?
La via pragmatica segue esattamente la raccomandazione della Commissione: una documentazione interna e tracciabile dei corsi di formazione. In quattro passaggi:
- Ricognizione: chi lavora con quali sistemi di IA e in quale contesto d’uso?
- Formazione adeguata al ruolo: le basi per tutto il personale, maggiore profondità per le persone con rischio o responsabilità più elevati.
- Prova datata: registrare partecipazione, contenuto e data – un certificato datato lo soddisfa senza oneri aggiuntivi.
- Tenerla aggiornata: ripetere la formazione in caso di nuovi strumenti, ruoli o modifiche normative.
Un programma digitale copre tutto questo in modo efficiente. Il certificato di competenze in IA in circa 90 minuti trasmette le basi a partire da 9,90 € per dipendente e fornisce una prova datata e verificabile tramite QR, proprio per questa documentazione interna. Per team più numerosi con esigenze di ruoli e approfondimento è indicata una formazione sull’EU AI Act per team strutturata.
Domande frequenti (FAQ)
La competenza in IA ai sensi dell’articolo 4 è obbligatoria?
Sì. L’articolo 4 dell’EU AI Act si applica dal 2 febbraio 2025 e impone ai fornitori e ai deployer di sistemi di IA di garantire una competenza in IA sufficiente del proprio personale.
Ho bisogno di un certificato per rispettare l’articolo 4?
No. Secondo la Commissione europea, è sufficiente una documentazione interna dei corsi di formazione. Un certificato è facoltativo, ma funge da prova pratica e datata.
Si rischia una sanzione di 35 milioni di euro in mancanza di formazione?
No. L’importo massimo di 35 milioni di euro o del 7% del fatturato si applica solo alle pratiche vietate di cui all’articolo 5. L’articolo 4 non ha una categoria di sanzione propria; le sanzioni sono disciplinate a livello nazionale dagli Stati membri.
Che cosa accade il 2 agosto 2026?
Dal 2 agosto 2026 le autorità nazionali iniziano a vigilare e a far rispettare l’AI Act. L’obbligo di competenza in sé si applica già da febbraio 2025.
L’articolo 4 si applica anche alle piccole imprese?
Sì, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda. La portata richiesta dipende però dal contesto; per le PMI si applica sempre l’importo inferiore in caso di sanzioni (articolo 99, paragrafo 6).
Il Digital Omnibus modifica l’obbligo?
Probabilmente sì – il regolamento di modifica adottato dovrebbe attenuare l’articolo 4. Al 4 luglio 2026, tuttavia, non è ancora in vigore, per cui l’articolo 4 si applica invariato.
Come dimostro la competenza in IA?
Tramite una documentazione interna dei corsi di formazione, con contenuto e data. Un certificato verificabile tramite QR raccoglie questa prova, in modo verificabile, in un unico punto.
L’obbligo si applica in Germania anche se la legge di attuazione sull’IA non è ancora in vigore?
Sì. L’EU AI Act è un regolamento direttamente applicabile ed è in vigore dal 2 febbraio 2025. La legge nazionale di attuazione disciplina soprattutto competenze ed esecuzione; il Bundesrat decide il 10 luglio 2026.
Fonti
- Regolamento (UE) 2024/1689 (EU AI Act), art. 3, punto 56, art. 4, art. 5, art. 99, art. 113 – eur-lex.europa.eu
- Commissione europea, AI Literacy – Questions & Answers – digital-strategy.ec.europa.eu
- Parlamento europeo, Legislative Train – Digital Omnibus on AI – europarl.europa.eu
- Bundestag tedesco, legge di attuazione sull’IA (approvazione, settimana 24/2026) – bundestag.de
- Bundesrat, ordine del giorno del 10 luglio 2026 – bundesrat.de
- Bundesnetzagentur, vigilanza del mercato dell’IA – bundesnetzagentur.de
Avvertenza: questo articolo costituisce un’informazione generale e non una consulenza legale. Stato giuridico: 4 luglio 2026.
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